La segretaria generale Fnsi Alessandra Costante a Pescara: “Servono norme per gestire l’intelligenza artificiale nelle redazioni”

La crisi dell’editoria, le nuove norme sui prepensionamenti, il futuro del sindacato dopo il passaggio all’Inps della funzione previdenziale svolta dall’Inpgi fino al 30 giugno 2022. E il futuro della professione, chiamata ad affrontare nuove sfide – come quelle poste dall’intelligenza artificiale – con regole pensate e scritte in un altro secolo.

Questi alcuni dei temi toccati da Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, nel corso dell’assemblea annuale del Sindacato giornalisti abruzzesi, a Pescara, mercoledì 28 giugno 2023, a cui ha partecipato con il segretario regionale e componente della Giunta federale, Ezio Cerasi, i componenti del direttivo e gli iscritti all’Assostampa.

«Ho chiesto agli editori di riaprire il confronto contrattuale per affrontare insieme il futuro, partendo dal recupero del potere di acquisto degli stipendi, dalla definizione dell’equo compenso per i colleghi lavoratori autonomi, per contrastare la deriva per cui il nostro sta diventando un lavoro povero», ha evidenziato Costante.

«L’altra esigenza è quella di avere leggi di sistema diverse, più attuali, una nuova legge dell’Ordine, una nuova legge sulla stampa, leggi che ci consentano di andare nel futuro. Mentre stiamo ancora a distinguere tra giornalisti professionisti e pubblicisti, ChatGpt è entrata nelle redazioni. Abbiamo bisogno di norme non per combattere l’intelligenza artificiale, ma per gestirla», ha aggiunto.

«L’impiego scorretto dell’intelligenza artificiale – ha concluso la segretaria generale – può provocare una grande crisi di fiducia del lettore nei confronti dell’informazione. Per questo dobbiamo gestirla e affrontarla, come ha fatto il New York Times, che ha rivendicato di fare un giornale interamente prodotto da esseri umani, o chiedendo che gli editori segnalino quali pezzi sono stati prodotti dall’Ai. Servono soluzioni e serve coraggio, perché non fronteggiare l’intelligenza artificiale significherebbe consegnare la nostra professione ai computer».

Foto da Fnsi