Si intitola ‘Ad alta voce. Vita da giornalista, sul campo e dietro le quinte’ l’ultimo libro del giornalista di La7 Massimo Mapelli, edito da Baldini e Castoldi. Il volume si apre con la prefazione di Enrico Mentana, direttore del Tg La7. ‘Ad alta voce’ è il racconto di trent’anni di giornalismo vissuti in prima persona, come spiega lo stesso autore. Dalla formazione e gli esordi con l’esperienza di Rai Stereo notte alla lunga marcia verso il praticantato e la conquista di una assunzione in pianta stabile dopo dieci anni di lavoro precario e le collaborazioni nella carta stampata e in televisione, Rai e Tmc News. C’è il vissuto delle esperienze da inviato in Italia e all’estero anche al seguito delle missioni militari. I momenti “epocali”, in diretta da piazza San Pietro e in conduzione nei giorni della fine del pontificato di Giovanni Paolo II.
Gli approfondimenti, dall’inchiesta al documentario e alle grandi interviste. Il racconto del lavoro in Antartide e nelle regioni dell’Artico per spiegare gli effetti del riscaldamento globale e delle calamità come il terremoto dell’Aquila e il vertice del G8. Il rapporto, raccontato senza reticenze, con editori e direttori, da Sandro Curzi ad Antonio Lubrano. E, dopo la nascita dell’emittente La7, edita da Urbano Cairo, da Nino Rizzo Nervo a Giulio Giustiniani, da Antonello Piroso fino all’era Mentana. Il libro vuole essere anche una riflessione sulla professione giornalistica, sul presente e sul futuro dell’editoria, “attraverso un racconto che si snoda in un arco di tempo in cui tutto è cambiato”.


