Autismo, il governatore Fontana in visita al Centro Mafalda Luce di Milano

In Lombardia si registrano ogni anno circa 1.600 nuovi casi di autismo, 134 nuove diagnosi al mese. A livello nazionale i nuovi casi arrivano a circa 5.000, in media 14 al giorno e i tempi di attesa per accedere ai percorsi di cura sono mediamente di due anni. È quanto emerso in occasione dell’incontro organizzato a Milano da Fondazione Renato Piatti 10 anni di Centro Mafalda Luce: il nostro cammino al servizio dell’autismo, tra storia e prospettive future, che ha visto la partecipazione del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e i saluti istituzionali inviati dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.

La Fondazione Renato Piatti, ente a marchio Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) che da più di 20 anni è presente in Lombardia, stando accanto alle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, negli ultimi due anni ha aumentato i posti dei propri 3 Centri Terapeutici Riabilitativi Semiresidenziali per offrire una risposta alle famiglie sempre più numerose che si trovano ad affrontare una diagnosi di disturbo dello spettro autistico per il proprio bambino.

Un presidio importantissimo esempio della collaborazione virtuosa tra pubblico-privato che in Lombardia rappresenta un modello di progresso, forte anche della straordinaria prova di costante solidarietà degli Enti del Terzo Settore. Questo rappresenta il Centro ‘Mafalda Luce’, gestito dalla Fondazione Piatti, realizzato grazie alla generosità della famiglia Luce” ha dichiarato Attilio Fontana..

La tempestività nella diagnosi dei disturbi dello spettro autistico – ha sottolineato il governatore – ha un’importanza fondamentale. Per questo motivo come Regione abbiamo voluto investire sulla neuropsichiatria infantile stanziando 31 milioni di euro”.

Sono molto lieto – ha concluso Fontana – che grazie a queste risorse il Centro possa inaugurare oggi la parte ambulatoriale e il raddoppio della parte semiresidenziale. Considerata l’aumento della richiesta in questo ambito siamo coscienti che il lavoro non sia terminato. Attraverso la collaborazione con tutti gli attori coinvolti in questo settore così delicato, sono certo che saremo in grado di compiere altri passi avanti”. 

«In età evolutiva, negli ultimi 10 anni gli utenti con disturbi neuropsichici seguiti nelle UONPIA (Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) sono raddoppiati, con un aumento medio del 5-6% all’anno. All’interno di questo trend l’aumento percentuale delle persone con disturbi dello spettro autistico è decisamente più elevato della media, arrivando addirittura ad un aumento del 21% annuo.» Lo sottolinea Giorgio Seragni, responsabile scientifico del dipartimento dell’età evolutiva di Fondazione Renato Piatti, istituito nel 2022 con lo scopo di rispondere all’aumento dei bisogni dell’età evolutiva attraverso una maggiore integrazione tra i centri e tra i diversi attori dell’area minori.

«In tutti i nostri centri per minori osserviamo un aumento del numero di bambini e famiglie in lista d’attesa dei servizi riabilitativi per i disturbi dello spettro autistico – conferma il presidente di Fondazione Piatti e di Anffas Lombardia Emilio Rota – Per questo il nostro impegno è volto ad offrire risposte sempre più adeguate che diano supporto alle famiglie e ai bambini fragili aumentando nella comunità la consapevolezza che l’autismo è un disturbo presente in modo sempre più pervasivo per cui è possibile fare molto solo se l’intervento riabilitativo è competente, precoce e continuativo nel tempo».

Il fattore tempo è, infatti, un elemento fondamentale quando si parla di disturbi dello spettro autistico: è essenziale intraprendere il prima possibile i percorsi di cura più adatti per garantire al bambino la miglior integrazione possibile nella vita quotidiana.

«La diagnosi precoce per noi è stata fondamentale, così come un intervento studiato ad hoc sulle specifiche necessità di Giulia – a raccontarlo è Roberta Salvaderi, mamma di Giulia, che da quando è arrivata la diagnosi si dedica a divulgare e raccontare in modo semplice l’autismo – Fondazione Piatti è il nostro luogo sicuro, dove siamo cresciuti, dove Giulia ha trovato il suo equilibrio e dove io come mamma ho preso consapevolezza del fatto che la mia bimba non era neurotipica, ma che andava bene lo stesso».

«Un modello anche dal punto di vista riabilitativo, che si fonda sulla multidisciplinarità per stimolare le abilità sociali dei minori a tutto campo, permettendo così un innalzamento della qualità di vita di ognuno di loro» sottolinea Paolo Meucci Responsabile del Centro Mafalda Luce di Milano.

«Sono molti i partner che hanno partecipato e reso possibile questo ambizioso progetto – in primis Regione Lombardia – a cui va il nostro grazie per permetterci di stare accanto a sempre più bambini e alle loro famiglie» conclude il presidente Rota.

«C’è un bisogno crescente di servizi per bambini con disturbi dello spettro autistico – prosegue Franco Radaelli, direttore generale di Fondazione Piatti – Questo, da un lato perché famiglie, scuole e servizi sanitari riescono ad avviare una presa in carico integrata sempre più precocemente, dall’altra per il costante aumento di attenzione per le forme di autismo a medio e alto funzionamento.» La domanda, quindi, aumenterà e cambierà sempre di più: oltre ad un aumento numerico dei casi saranno necessari servizi sempre più diversificati, per poter rispondere ai bisogni delle persone di tutto lo spettro autistico. «Il nostro obiettivo è riuscire a prendere in carico sempre più bambini, dando così una risposta alle tante famiglie che, difronte a una diagnosi che cambia così profondamente la vita quotidiana, rischiano di sentirsi sole» conclude Radaelli.