Il Governo approva il ‘decreto Fuortes’, pronta la rivoluzione in Rai. Polemiche di Usigrai e Fnsi

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ad un decreto legge che modifica, tra le altre cose, il limite di età per il pensionamento dei direttori delle fondazioni lirico-sinfoniche. Un provvedimento che ricade anche sul futuro dei vertici della Rai e in particolare su quello dell’amministratore delegato Carlo Fuortes.

Carlo Fuortes, per effetto di questa legge, secondo indiscrezioni, verrebbe nominato nuovo direttore del teatro San Carlo di Napoli al posto di Stéphane Lissner che verrebbe così messo ‘fuori gioco’. Questo spianerebbe la strada alla scelta dei nuovi vertici della Rai e alle nomine dei direttori delle reti e delle testate.

A quel punto l’esecutivo, sempre secondo recenti voci, nominerebbe Roberto Sergio, attualmente alla guida di Rai Radio, come nuovo amministratore delegato e Giampaolo Rossi come direttore generale. Due ruoli che dopo un anno si invertirebbero e Rossi diventerebbe direttore amministratore delegato.

La notizia dell’approvazione di questo decreto da parte del Governo ha suscitato le polemiche di Usigrai e Federazione Nazionale della Stampa Italiana che hanno definito il provvedimento “un atto di protervia istituzionale senza precedenti”.Il Governo – dichiarano in una nota congiunta Fnsi e Usigrai – non si accontenta della pessima legge sulla governance, voluta da Renzi, e va oltre: con un decreto fa cartastraccia di ripetute sentenze della Corte costituzionale. È solo l’inizio di una totale occupazione della Rai Servizio Pubblico che ha come obiettivo quello di cambiare la narrazione del Paese, come ampiamente dimostrato dalle dichiarazioni di esponenti delle istituzioni e del governo“.

Il 9 maggio – anticipa il sindacato – l’assemblea dei Cdr della Rai “deciderà le forme di mobilitazione contro questo scempio istituzionale”.