Primo Maggio, MLG: «I giornalisti italiani hanno poco da festeggiare. Contratti inadeguati, precariato e ‘abusivi’»

«Buon Primo Maggio a tutti i giornalisti italiani. Questa giornata rappresenta un’opportunità di riflessione sull’importanza del nostro mestiere che da troppo tempo versa in una grave crisi. Oggi più che mai è fondamentale tutelare i colleghi e garantire che il loro lavoro venga riconosciuto e valorizzato come merita, al fine di avere un’informazione libera e di qualità, indispensabile per una società democratica». Lo afferma in una nota il Movimento Liberi Giornalisti, componente rappresentata in tutte le sedi istituzionali della categoria, dalla FNSI all’Ordine, fino all’Associazione Lombarda dei Giornalisti.

«È giunto il momento di affrontare in maniera concreta i tanti problemi che da molti anni affliggono la nostra professione – dichiarano Giuseppe Gallizzi (consigliere dell’ALG), Davide Bertani, Alan Patarga e Diego Mandarà (consiglieri della FNSI) e Francesco Caroprese (vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia)». «Serve chiarezza – proseguono – sul contratto nazionale di lavoro giornalistico che è scaduto ormai da troppi anni. Gli editori devono applicare nuovi minimi retributivi che garantiscano compensi maggiori ed equi per tutti i professionisti del settore, compresi i freelance, i collaboratori e i precari, e assicurare la giusta tutela a redattori e corrispondenti ‘abusivi’, che in realtà svolgono un lavoro pienamente legittimo».

«La nostra categoria va tutelata – aggiungono i componenti del Movimento Liberi Giornalisti – anche potenziando gli articoli 2 e 12 per i collaboratori e i corrispondenti dei quotidiani. Non è più tollerabile avere tariffari da fame che ledono la dignità dei colleghi».

«Infine, un altro aspetto da affrontare riguarda il contratto di lavoro della Pubblica Amministrazione che ha prodotto danni ingentissimi a diversi colleghi, con stipendi dimezzati e diritti negati a causa della creazione della figura del ‘Giornalista della PA’. I colleghi hanno subíto un drastico ridimensionamento delle retribuzioni e dei diritti. La nostra categoria non può essere ancora trascurata, ignorata e maltrattata», conclude il Movimento Liberi Giornalisti.