Ultimo appuntamento a Genova con Scienza Condivisa. La meccanica quantistica risorsa per il futuro

Maura Sassetti

Non è facile parlare di meccanica quantistica ad un pubblico che non sia di fisici o matematici eppure Maura Sassetti, professore ordinario di Fisica teorica della Materia, all’Università di Genova, c’è riuscita interpretando appieno quello che, da ormai quattro edizioni è la missione di “Scienza Condivisa” ciclo di conversazioni ideato da Alberto Diaspro, direttore della ricerca in Nanoscopia all’ Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

Alberto Diaspro

Sono veramente soddisfatto – dice Diaspro –questo ciclo, dedicato alla meccanica quantistica, ci ha consentito di  ascoltare relatori di gran livello, da Fabio Beltram a Giovanni Caprara a Maura Sassetti che hanno affrontato i vari aspetti di una “nuova“ fisica  che ha sconvolto il mondo  scientifico a partire dai primi del ‘900 quando ci si rese conto che le leggi della fisica classica non bastavano più per descrivere i meccanismi che governano particelle infinitamente minuscole, come atomi, elettroni e fotoni, di cui è composta la materia”.

A sinistra la professoressa Maura Sassetti intervistata da Alessandra Risotto

Comincia così la storia della quantistica che oggi, anche se non ne abbiamo consapevolezza, è parte della vita quotidiana grazie alle  realizzazioni pratiche scaturite dagli studi dei ricercatori. Alcuni esempi: il transistor, il cellulare, il laser, il computer. “L’applicazione della quantistica porterà a innovazioni tecnologiche sempre più avanzate. Pensi – dice Maura Sassetti – che ci sono iniziative in tutto il mondo, sostenute da finanziamenti enormi, per arrivare a trasmettere dati a grandissime distanze, utilizzando i fotoni che garantiscono la massima sicurezza e inviolabilità e lei capisce che questo risolverebbe i problemi di proprietà dei dati, ad esempio. E poi si arriverà a computer quantistici che risolveranno problemi estremamente complessi in tempi infinitamente piccoli”.

Professoressa Sassetti chi intraprende il suo genere di studi ha buone speranze di trovare un lavoro adeguato?

In generale rispondo di sì. I fisici formati nel campo delle Tecnologie quantistiche sono apprezzatissimi in Italia e all’estero. Poi c’è anche chi decide di insegnare alle scuole medie superiori e questa è una ottima cosa: avere insegnanti preparati è fondamentale per la formazione dei ragazzi che sono il nostro futuro”.

Alessandra Rissotto