Addio a Paolo Arrigoni, primo presidente leghista della Giunta di Regione Lombardia e amico dei giornalisti

Ci ha lasciati Paolo Arrigoni, primo presidente della Lega (allora Lega Nord) della Giunta regionale della Lombardia. Aveva 65 anni. Paolo Arrigoni, di professione assicuratore, dopo l’esperienza in Regione aveva abbandonato la politica attiva fino a pochi anni fa, quando accettò la proposta di Ugo Parolo, parlamentare del Carroccio, di assumere l’incarico di referente della sede di Colico (Lecco). Poche settimane fa Arrigoni si era dimesso a causa del riacutizzarsi di una vecchia malattia. Tanti i messaggi di cordoglio per la sua scomparsa.

Il giornalista Giuseppe Gallizzi, che ai tempi della giunta Arrigoni era responsabile della redazione Lombardia del Corriere della Sera, lo ricorda ora con commozione e tanta stima: “Arrigoni è stato un saggio amministratore, attento e preparato – ha dichiarato Gallizzi -. Era un amico dei giornalisti lombardi ed aveva intensificato i rapporti con tutti noi, potenziando l’ufficio stampa e facendo applicare, in collaborazione con i responsabili di allora della Alg (Associazione Lombarda dei Giornalisti), il contratto nazionale della Fnsi per tutti i giornalisti dipendenti della Regione Lombardia. Superando con decisione e competenza tutte le difficoltà poste, già allora, dai burocrati della Regione”

“Un fulmine a ciel sereno”. Così invece il professor Stefano Bruno Galli, assessore alla Cultura della Giunta regionale della Lombardia, ha definito la notizia della scomparsa di Paolo Arrigoni. “Eravamo sinceramente amici, veniva spesso a trovarmi in ufficio per un caffè e quattro chiacchiere – ha scritto su Facebook Galli -. Parlavamo dei tempi andati e del presente, di federalismo e di autonomia. Voleva sapere, era animato da una sana curiosità intellettuale. Di recente mi aveva anche consegnato lo schema di un libro – ovviamente sul federalismo e l’autonomia – che aveva in animo di scrivere. E ne avevamo discusso i contenuti, capitolo per capitolo. Oggi sono triste e mi stringo alla famiglia, alla quale vorrei giungessero le mie più sincere condoglianze. Addio Paolo. Da lassù veglia su di noi, che lottiamo per la battaglia di sempre: l’autonomia per la nostra amata Lombardia“.