‘Il sogno di riportare in vita il Circolo della Stampa’ – L’articolo di ‘Libero’ sulla rinascita della ‘casa dei giornalisti’

Giuseppe Gallizzi con Indro Montanelli

Suscita sempre piú interesse e curiosità tra i giornalisti lombardi la notizia della possibile riapertura del Circolo della Stampa di Milano. Oggi, sulle pagine di Milano, il quotidiano Libero pubblica un articolo, a firma di Giorgio Valleris, dal titolo “Il sogno di riportare in vita Il Circolo della Stampa”. L’incarico di farlo rinascere è stato affidato a Giuseppe Gallizzi, direttore della Voce dei Giornalisti, già caporedattore centrale del Corriere della Sera, che del Circolo della Stampa di Palazzo Serbelloni in corso Venezia è stato presidente per dodici anni. A Gallizzi spetta il compito di trovare una sede che ospiti la nuova ‘casa dei giornalisti’ per restituire un pezzo di storia e di cultura alla città di Milano. Riportiamo il pezzo redatto dal collega Giorgio Valleris.

Riportare in vita il Circolo della Stampa di Milano? Missione difficile ma non impossibile. L’Associazione Lombarda dei Giornalisti (Alg) ci prova e per questo ha affidato a Giuseppe Gallizzi l’incarico di far rinascere il circolo milanese che aveva chiuso i battenti nel 2016.

Gallizzi è uno dei decani del giornalismo lombardo con oltre trent’anni di carriera al Corriere della Sera. Fondatore del Movimento Liberi Giornalisti, ha guidato il Circolo della Stampa dal 2000 al 2012 e oggi è presidente in pectore per il nuovo corso.

“Dopo la chiusura, il marchio ‘Circolo della Stampa’ è rimasto di proprietà dell’Alg e il mio compito adesso è quello di cercare una sede di prestigio. Non voglio certo ridurre il circolo nella sala di qualche hotel, per questo sto prendendo contatti con le istituzioni regionali e cittadine, nello specifico con il governatore Attilio Fontana e con il sindaco Beppe Sala per trovare una soluzione. Milano è e resta la capitale della cultura” dice Gallizzi.

Il Circolo aveva dovuto lasciare la sua sede storica di Palazzo Serbelloni (era lì dal 1951) alla fine del 2010 quando il contratto di affitto (6 anni +6) era stato fatto scadere senza rinnovarlo. Ciò nonostante aveva trovato casa poco distante, nel palazzo di proprietà dell’Istituto Javotte Bocconi Manca di Villahermosa – Associazione “Amici della Bocconi”, ovvero la Fondazione dell’Università Bocconi presieduta da Luigi Guatri.

L’articolo pubblicato oggi su Libero Milano

Ma la sede storica è e resterà sempre quella di Palazzo Serbelloni in Corso Venezia 16.

Costruito a partire dal 1765 (e completato quasi trent’anni più tardi nel 1793) su progetto dell’architetto Simone Cantoni per conto del duca Gabrio Serbelloni, Palazzo Serbelloni è un capolavoro dell’architettura neoclassica. È stato definito un salotto dell’illuminismo lombardo nonché dimora di importanti figure politiche, da Napoleone fino a Vittorio Emanuele II di Savoia.

I ricordi legati alla sede storica del Circolo della Stampa di Palazzo Serbelloni sono un’infinità. Tutti i personaggi più importanti del mondo della politica, dell’economia e della cultura sono passati di lì, almeno una volta. “Anzi – ricorda il giornalista sestese -, per ben due volte l’arrivo del Giro d’Italia è stato fatto proprio di fronte a Palazzo Serbelloni e tanti politici importanti, da Romano Prodi a Roberto Formigoni, venivano spesso qui per i loro eventi nonostante avessero a disposizione altri spazi”.

“Manifestazioni memorabili con le luci che si spegnevano oltre mezzanotte – scrive Franco Presicci, già cronista de Il Giorno in un articolo amarcord sul quotidiano online “La Voce dei Giornalisti” -, come in uno spettacolo condotto da Gerardo Placido, fratello di Michele, e ispirato da Dino Tedesco, collega galantuomo del “Corriere”, conoscitore anche del mondo della ribalta. Gallizzi nel 2002 l’aveva ereditata, questa tradizione, e l’aveva proseguita, approvando, sostenendo, incoraggiando congressi, conferenze-stampa di grandi aziende, eventi culturali, illustrazioni di volumi fotografici sui paesaggi più affascinanti e luminosi del nostro Paese, come quella sugli ulivi saraceni, contorti, a volte dalle forme barocche, genuflessi come in preghiera, con “ombrelli” ampi che cambiano colore quando spira forte il vento; alberi dallo zoccolo duro, come li definisce Carlo Castellaneta nel libro “Una città per due”. Gallizzi ricevette porporati e politici, per esempio Silvio Berlusconi e Romano Prodi, quando erano a capo del Governo; dette alle stampe un periodico, che esponeva progetti, informava sulla vita del Circolo e sugli avvenimenti in programma. Ha gestito il Circolo come fosse un’azienda che amministrava un milione di euro. Non è poco”.

Insomma, il Circolo della Stampa è un pezzo di storia di Milano e del nostro paese e l’idea di riportarlo in vita non significa solo dare una nuova “casa” al giornalismo lombardo e non solo ma restituire un pezzo di cultura alla nostra città.

Giorgio Valleris