Dal 15 giugno sarà in vendita nelle librerie “I Delitti dello Zodiaco”, il nuovo giallo, edito da Mursia, dello scrittore e giornalista Fabrizio Carcano. E’ proprio il collega ad annunciare su Facebook l’uscita del suo nuovo libro spiegandone a grandi linee il contenuto. “Tra un mese esatto esce il mio giallo milanese “I Delitti dello Zodiaco” – scrive il giornalista -. Non sarà solo un giallo sulla caccia (fantasiosa) all’assassino americano zodiac killer ma un viaggio nella Milano del 1971, con tanti personaggi veri dell’epoca (Sindona, Turatello, Vallanzasca, Calabresi, Serra) ma anche con la sua storia. Per chi ha voglia ecco un estratto, sulla (sconosciuta ai più) terribile strage di Gorla del 20 marzo 1944, che nel libro ho definito la Hiroshima milanese”.
Fabrizio Carcano svela quindi un estratto del libro:
“Milano, 27 luglio 1971
Ogni giorno, prima di recarsi in Tribunale, il giudice Sadotti espleta due riti. Il primo è estremamente laico, quello dell’espresso in un piccolo bar di via Asiago, dove conosce tutti e tutti lo conoscono. E conoscono la sua triste storia che per un’assurda forma empatica o osmotica sembra coincidere con l’altrettanto triste storia di quel quartiere. Gorla, il quartiere dei Piccoli Martiri. Sono i 184 bambini della locale scuola elementare Francesco Crispi sterminati da una bomba americana, insieme a 20 adulti tra maestre e personale scolastico, la tragica mattina del 20 ottobre 1944.Una bomba da 204 morti, la piccola Hiroshima milanese. La strage dei martiri di Gorla rappresenta in assoluto la pagina più dolorosa della storia milanese e una delle più tetre per tutta l’Italia. Facendo un conto della serva quella bomba americana ha sterminato esattamente dodici volte più di quella di piazza Fontana, 204 vittime nella scuola Crispi, 17 vittime nella banca dell’Agricoltura. E in piazza Fontana le vittime erano tutti uomini e tutti adulti. I numeri dovrebbero contare qualcosa anche nella storia. Eppure, per un paradosso tutto italico quell’orrenda strage è una delle meno note, una delle meno raccontate o celebrate a livello istituzionale, perché quella bomba era giusta, era amica e gli stragisti non erano i soliti nazifascisti. Per questo non viene menzionata nei libri scolastici, non viene ricordata con vie o strade intitolate, non ha neppure uno straccio di data, per esempio proprio il 20 ottobre, per essere commemorata. Se si fosse trattato di una rappresaglia nazifascista quella data sarebbe di lutto nazionale, ma trattandosi dei liberatori americani quella mattanza è stata sepolta sotto la polvere del tempo. Per la serie, errori che capitano…È una riflessione su cui Sadotti rimugina rabbiosamente ogni mattina, osservando il monumento alla memoria in quell’omonima piazza che in precedenza si chiamava piazza Redipuglia. Lui avrebbe dovuto essere uno di loro, un altro piccolo martire. Avrebbe dovuto esserci anche lui quella mattina: nel 1942 era stato iscritto alla prima elementare alla Crespi”.


