Piero Vigorelli, giornalista professionista iscritto all’Odg Lazio, a quasi 80 anni (78 per la precisione) ha scelto di aderire e credere nel progetto della Figec (Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione), il nuovo Sindacato nazionale dei giornalisti e degli operatori dell’informazione. Lo ha reso noto il sito giornalistitalia.com che ha intervistato Vigorelli, già direttore della Tgr Rai, vicedirettore del Tg5, cronista parlamentare e corrispondente da Parigi del quotidiano Il Messaggero e vicesegretario della Federazione Nazionale della Stampa. Segretario della Figec è Carlo Parisi, presidente Lorenzo Del Boca.
“La Fnsi non è più un Sindacato – ha dichiarato Vigorelli -. Non lo è da almeno una ventina di anni e non a caso da allora non sono più iscritto. Dal 1975 al 1984 sono stato vicesegretario nazionale della Fnsi. Per altri anni ho seguito le vicende della Fnsi dietro le quinte. Infine, quando ho compreso che il sindacato che avevo contribuito a creare non c’era più, me ne sono andato, senza fare clamore. Adesso, la nascita della Figec mi ha dato nuove speranze”.
“La strada che la Figec ha scelto per un ritorno alle origini di un sindacato libero, la vedo molto in salita – ha aggiunto -. Ma vale la pena avventurarsi. E poiché ritengo che la ragione sociale di un sindacato sia il contratto di lavoro, nelle nuove condizioni economiche, sociali e professionali, il contratto deve essere una cornice nazionale di diritti e doveri, lasciando alla concorrenza aziendale interna il libero dispiegarsi della professionalità. Contratto nazionale quadro e contratti aziendali su misura. Il giornalista è profondamente individualista e va assecondato. Ma questo non vuol dire che sia anche egoista”.
Infine, sul futuro della professione Vigorelli si è espresso così: “Non sono un inguaribile ottimista. In epoca social, dove chiunque può credersi giornalista, occorre ridisegnare la figura del professionista nell’universo tecnologico. E questo può essere fatto solo ritrovando una sana autonomia professionale”.


