Nyack, marzo 2023. Una cinquantina di chilometri dividono New York da questa cittadina sulle rive del fiume Hudson, eppure c’è un mondo di differenza. Qui niente skyline, ma un insieme di casette disposte lungo la strada principale che appaiono straordinariamente identiche alle rappresentazioni di un suo illustre concittadino : il pittore Edward Hopper.
E la casa in cui è nato, il 22 luglio 1882, e ha vissuto parte della adolescenza è forse, l’attrattiva più seducente di Nyack.
Rigorosamente in legno, la casa su due piani si affaccia su una strada dove, ancora oggi, esiste il negozio di tessuti del padre che però ha cambiato genere e proprietà anche perché Hopper da Nyack se ne va, intuendo che la sua carriera di pittore, avrebbe avuto un futuro migliore a New York dove trova la fama e la stabilità economica.

La casa di Nyack resta all’unica sorella di Hopper, Marion che la abita fino alla morte, dopo di che cade in stato di abbandono a cui viene sottratta da una associazione di cittadini che nel 1971 costituisce una Fondazione per poterne curare il restauro e per garantire l’accesso al pubblico nelle stanze dove oggi sono esposti i primi lavori di Hopper.
Ecco allora che per dieci dollari, otto per i senior si può entrare e vedere questo bambino, schizzato sul retro di una pagella, assorto con le mani conserte, davanti ad un orizzonte indefinito. “Quando lo ha disegnato, Hopper , aveva nove anni ci racconta Caterina D’Alessio, orgogliosa di saper guidare turisti italiani perché ha radici in Basilicata e Campania- e passava ore e ore sulle rive dell’Hudson a vedere le barche verso cui fin da subito ha dimostrato una gran passione tant’è che sembrava intenzionato ad intraprendere studi di architettura navale. E molte sono le testimonianze di questa passione che più in là nel 1913, lo porta a partecipare ad una mostra sulle avanguardie americane con il dipinto “ Sailing” che riesce a vendere per una una cifra considerevole.




“Se potessi dirlo con le parole, la pittura non esisterebbe “ lo ha detto Hopper ed è scritto su una parete della sua casa di Nyack. “ Questo è il filo che lega Nyack a New York – dice Caterina D’Alessio –noi sappiamo che
Hopper era un introverso da bambino e da adolescente, anche perché era fortemente imbarazzato da una statura fuori del comune sui due metri. Non stupisce che questa chiusura lo abbia accompagnato anche in età adulta periodo a cui appartengono i suoi dipinti più conosciuti, quelli che raccontano della solitudine e della incapacità di comunicare che lui coglieva tanto in se stesso quanto nella società americana colpita dalla crisi degli anni trenta”.
Alessandra Rissotto



