
Quando si incontra Manuela Maffioli si è travolti. Una esplosione di idee, un entusiasmo per il nuovo, una passione senza freni per il suo lavoro: vicesindaco e assessore a Busto Arsizio.
Maffioli, laureata in lettere moderne, è giornalista e questo le dà una marcia in più perché conosce il valore della sintesi e ha la capacità di esporre gli argomenti in modo chiaro.
– Comincerei proprio dall’informazione, lei ai primi del 2000, ha conosciuto il mondo della Rai dall’interno perché collaborava con il professor Albertoni, membro autorevole del Consiglio di Amministrazione. Cosa ne pensa della Rai di oggi?

“Considero il professor Albertoni il mio maestro istituzionale. Allora ci battevamo per una Rai che riconoscesse e desse valore alle realtà territoriali, prima fra tutte quella lombarda, oggi, purtroppo, mi pare di cogliere una Rai tutta concentrata su una informazione legata a fatti drammatici che vengono amplificati nei vari martellanti talk, generando essenzialmente angoscia e paura. Eppure c’è ancora tanto di bello da scoprire e la cultura può essere un balsamo per lenire le ferite che questi ultimi anni hanno lasciato”.
– Le sue radici sono a Busto, è nata qui e ha sempre conservato una casa qui, il fare politica (è stata la seconda più votata in Consiglio comunale) a tempo pieno per la sua città la gratifica?
“Si molto. Devo dire che aver mantenuto le stesse deleghe mi permette oggi di consolidare rapporti e progetti finalizzati a portare Busto fra le città che fanno cultura a livello internazionale”.

– In effetti quando si pensa alla provincia, si immagina un bel luogo, magari più “umano” della città ma senza altre offerte. Busto fa eccezione? “Secondo me, Busto costituisce un unicum nel panorama della Lombardia con 84 mila abitanti, oscilla tra il tra il quinto e il sesto posto tra le città capoluogo di provincia. A Busto ci sono due biblioteche, otto librerie, otto teatri, otto case editrici, musei e parchi ha, insomma, tutte le caratteristiche per viverci bene in tutti i sensi”.
La prima parte dell’intervista si ferma qui perché Maffioli, incurante del tacco 10 suo unico vezzo da sempre, mi accompagna a vedere il Teatro Sociale dove si stanno svolgendo le ultime audizioni per giovani cantanti lirici.
– Avete avuto molte iscrizioni?
“In questa edizione del BA lirica International Voice Competition sono stati ascoltati una ottantina di artisti, sarebbero stati ben di più se avessero partecipato gli ucraini e i russi”.

– La città come reagisce a questo meraviglioso via vai di ospiti illustri.
“Nel Festival dedicato alla classica, si sono susseguiti star come Ramin Bahrami , Cesare Picco, Louis Lortie”
– Dove li alloggiate?
“Ecco il punto dolente, Busto non era preparata a questa svolta e quindi mancano le strutture adatte, manca ancora la capacità di comprendere fino in fondo quanto cultura e imprenditoria possano essere l’una il volano per l’altra. Io rivolgo un appello anche ai cittadini affinché considerino l’ipotesi di aprire le loro abitazioni in occasioni così speciali“.
– Penso che, oltre al Ba book – impossibile ignorarlo visto che anche le panchine in città riportano scritti d’autore – lei guardi alla stagione lirica.
“Certamente, il Comune ha investito molto in questo e anzi, per sottolineare la nuova vita del Teatro Sociale, da quest’anno avremo anche noi una inaugurazione ufficiale l’undici dicembre con il Trovatore in cui esordirà, nel ruolo della zingara Azucena, Erica Benato seconda classificata alle audizioni per la lirica. Da ottobre ad oggi, molti frutti sono stati raccolti ma – ci tiene a sottolineare Maffioli – i successi non sono mai opera di una persona sola, nascono dall’ impegno, dalla disponibilità e dalla sintonia con cui lavora un gruppo. Saper generare questo clima è un punto di forza del vicesindaco di Busto Arsizio.
Alessandra Rissotto



