Le stelle della Guida Michelin messe in dubbio dal famoso giornalista enogastronomico Edoardo Raspelli

Edoardo Raspelli non ci sta. Il noto giornalista enogastronomico ha contestato i metodi di assegnazione delle ‘stelle’ della famosa Guida Michelin. Raspelli ritiene non adeguati i parametri utilizzati per giudicare alberghi e ristoranti. A sostegno della sua tesi, il giornalista nelle scorse ore ha condiviso sui social un articolo del 10 marzo 2022, estratto dal suo libro ‘I piaceri del gusto’. Lo pubblichiamo integralmente.

Francamente il primo dubbio mi venne tanti e tanti anni fa ad Alassio, al celebre ristorante/hôtel Columbia del sommelier Ermanno Bernardinello. Dopo aver passato la notte me ne sarei partito in macchina, avrei fatto il giro dell’isolato e sarei tornato per provare da ”inatteso cliente qualunque pagante” il ristorante dove avevo fatto prenotare con uno pseudonimo.
Ero alla reception, entra una giovane donna, tira fuori un tesserino e dice: ”Sono della Guida Michelin. Posso visitare l’albergo?”. Mi sono cadute le braccia. Ma era così che la Rossa “provava” gli alberghi?! Ma come facevano mai a dare un loro giudizio (le casettine della Michelin mica corrispondevano alla classificazione ufficiale delle stelle alberghiere dell’Unione Europea). Ma se in quel dato albergo non ci dormi, se non  provi la doccia e le abat-jour, se non  fai colazione al mattino… come cavolo fai a giudicare, a dare un tuo voto ad un albergo?
La seconda ”pulce nell’orecchio” me la mise un mio collaboratore quando, dopo averla fondata con lo stragista Federico Umberto D’Amato, divenni curatore della Guida dell’Espresso: riuscii a pubblicare tutti i  nomi dei componenti dell’ufficio turismo della Michelin: erano una decina in tutto. Visto che sulla copertina della Michelin (come quella delle altre guide) c’è la data, il millesimo, si suppone che le visite siano fatte ogni anno… E come avranno mai fatto a provare ogni anno “più di 4.200 hotel e più di 2.500 ristoranti” (ultima di copertina dell’edizione del 2009, di 1456 pagine a 23 euro)?
Oggi gli euro sono 22 ma le pagine sono solo 599 e gli alberghi sono via via diminuiti fino a sparire completamente nella guida 2022, senza che nessuno dei “recensori” se ne sia accorto.
Io francamente non ne posso più della parola ”stellati” data ai cuochi premiati dalla Michelin anche perché per dare un premio bisogna provare e riprovare, visitare e visitare, assaggiare ed assaggiare. E come fa la Guida Michelin?
L’ennesima pulce nell’orecchio (vedi La Stampa del 25 giugno 2020) mi è venuta leggendo l’edizione 2020, uscita sette mesi prima della mia visita, nel novembre 2019. In fondo al pezzullo dedicato a Bordighera (Imperia) al ristorante Romolo a Mare era scritto ”Attenzione, per la fine del 2018 è previsto il ritorno nella sede storica adiacente”.
Sono andato a ritroso e lo stesso avvertimento (e anche le tre righe che lo precedevano) si ripetevano nel 2019, 2018, 2017.
Ma  non è un caso isolato. La pubblicazione (secondo me un aprofessionale scorretto e sospetto modo di presentare un locale) di un testo perfettamente uguale o con minime differenze si ripete spessissimo. Ho cercato a caso qualche locale, poi ho smesso.

‘Via Vai’ di Ripalta Cremasca (Cremona): schede uguali ogni due anni, in coppia (guide 2019/2020 e 2021/2022)
‘Cucina Massimiliano Poggi’ a Castel Maggiore (Bologna): tre anni eguale(2019-2021)
‘Osteria Bartolini’ a Cesenatico: dal 2019 al 2022 si corregge solo il nome, cambiato, del locale.
‘Villa Aretusi’ a Bologna: tutto uguale negli ultimi 4 anni.
‘Edelweiss’ a Crodo (Verbano Cusio Ossola): come hôtel leggo un testo pressoché uguale nel 2009 ed anche 10 anni dopo. Come ristorante, all’edizione 2019 si aggiunge una stessa frase ulteriore, sempre uguale fino al 2022.
‘Locanda dei Narcisi’ a Pozzolo Formigaro (Alessandria): nemmeno una parola cambiata dal 2019 al 2022.
Ma leggete questo testo: ”Una trattoria invitante, di quelle che ancora si trovano in provincia. Atmosfera familiare da ormai tre generazioni. Risotti e bolliti al carrello come specialità”. E’ il veritiero, affascinante ritratto dell’Osteria della Pergola a Trevenzuolo (Verona). Così lo leggete nella guida 2022 uscita da poco ma anche, indietro indietro, anno dopo anno, fino al 2003. Insomma, la Guida Michelin si copia da 19 anni.

Edoardo Raspelli