Perdono copie i cinque principali quotidiani a diffusione nazionale considerati ‘generalisti’. Vale a dire Il Corriere della Sera, diretto da Luciano Fontana, L’Avvenire, diretto da Marco Tarquinio, Il Messaggero, diretto da Massimo Martinelli, La Repubblica, diretta da Maurizio Molinari, e La Stampa, diretta da Massimo Giannini. Secondo le rilevazioni di ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) pubblicate da Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), nei primi sei mesi del 2022 questi giornali hanno registrato un calo nella vendita di copie cartacee pari al 10,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Al contempo il dato sulla diffusione giornaliera di copie in formato digitale ha evidenziato una riduzione più contenuta del 5,8%.
In generale, nei primi sei mesi del 2022 per i quotidiani italiani si è registrato un calo delle vendite del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. Quest’anno da gennaio a giugno è stata venduta una media di 1,57 milioni di copie al giorno. Un dato in flessione del 32,2% se paragonato ai corrispondenti livelli di ricavo del 2018. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle copie vendute, ovvero tra ambito nazionale e locale (che rappresentano il 48,1% delle copie distribuite nella prima metà dell’anno), le seconde, su base annua, hanno riportato una flessione più marcata rispetto alle testate nazionali (-11,0% contro -7,1%).
Le copie giornaliere vendute in formato cartaceo hanno visto nel primo semestre del 2022 una riduzione del 9,8% rispetto al 2021 e del 36,1% nei confronti del corrispondente valore del 2018. I giornali distribuiti in formato digitale non hanno registrato variazioni di particolare rilievo (oscillano intorno ad una media di 210 mila copie quotidiane nel 2022), con una riduzione più contenuta su base annua (-5,3%) ma in crescita (+12,6%) rispetto al corrispondente valore del 2018, quando le copie erano pari a circa 190 mila unità giornaliere.


