Nuovo stadio Milan e Inter, per la Gazzetta dello Sport l’ipotesi Sesto San Giovanni non tramonta

L’ipotesi che a Sesto San Giovanni (Milano) venga costruito un nuovo stadio per ospitare le partite di Milan e Inter non tramonta. La Gazzetta dello Sport, diretta dal giornalista professionista Stefano Barigelli, oggi dedica spazio alla questione riportando le dichiarazioni del nuovo sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, sceso in campo in difesa del vecchio San Siro che, secondo il piano dei lavori, entro 6-7 anni dovrebbe cedere il posto al nuovo impianto.

Il Meazza non si tocca – ha dichiarato – e non lo dice Sgarbi ma è la leggeSarebbe come buttare giù l’Eur a RomaSorgerebbero naturali limitazioni perché il vincolo sarebbe automatico oltre i 70 anni (San Siro è stato inaugurato nel 1926, ndr): non può essere abbattuto”. Per la Soprintendenza, però, lo stadio non ricade nel vincolo dei 70 anni. “Se serve un vincolo lo metterò – ha aggiunto il sottosegretario alla Cultura -. Ma non occorre per salvarlo. Se mai, servirebbe una decisione del Ministero per dire ‘abbattetelo’ e non arriverà mai”. Sgarbi ha fissato per martedì un incontro con Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del ministero della Cultura, per fare il punto sullo status di San Siro e per definire un percorso per la sua salvaguardia.

Sulla questione è intervenuto anche Silvio Berlusconi. “San Siro dovrebbe essere tutelato e protetto – ha detto -. E’ parte della storia di Milano e della storia del calcio italiano. Abbatterlo significherebbe privare la città di un monumento, di un suo simbolo e di un suo elemento identificativo in Italia e nel mondo”.

Impossibile sarebbe per il Comune di Milano sostenere due diversi impianti. Per questo motivo, secondo la Gazzetta, rimane viva sullo sfondo l’ipotesi di un rilancio di Sesto San Giovanni. Dove, comunque, bisognerebbe ricominciare almeno una parte del lavoro.