E’ morto la scorsa notte a Roma il giornalista Aldo Garzia. Aveva 67 anni. Nato nel 1954 in Liguria, Aldo Garzia si era trasferito nella capitale nei primi anni Settanta per entrare nella redazione del quotidiano “Il Manifesto” di cui è stato cronista parlamentare e commentatore politico. Il collega ha seguito la transizione spagnola verso la democrazia e l’evoluzione della rivoluzione cubana. Appassionato del mondo delle socialdemocrazie europee, il giornalista ha dedicato particolare impegno allo studio di quella svedese e del suo leader Olof Palme. Autore prolifico, oltre che su Palme e su Cuba, Aldo Garzia ha pubblicato libri su Che Guevara, Fidel Castro, il leader socialista spagnolo José Luis Zapatero e il regista svedese Ingmar Bergman. Ha diretto anche le riviste “Aprile” e “Palomar” ed è stato collaboratore dell’agenzia di stampa “Asca”. Aldo Garzia ha fatto parte dell’Associazione stampa parlamentare. Tanti i messaggi di cordoglio dei colleghi sui social. Come quello del giornalista Lazzaro Pappagallo, segretario dell’Associazione Stampa Romana, che su Facebook ha scritto: “Se ne va Aldo Garzia.
Un collega che ha fatto la storia del Manifesto. Sensibile, attento, enciclopedia di cinema e musica, anche tennista. Un amico del sindacato. Indagatore delle ragioni di una sinistra autentica e in trasformazione con autentica passione per l’America Latina e per Cuba in particolare. Un grande abbraccio a colleghe e colleghi del Manifesto“.


