Oggi, sabato 22 ottobre, la Chiesa Cattolica celebra la figura di San Giovanni Paolo II, nello stesso giorno in cui Karol Wojtyla salì al soglio pontificio, dopo il Conclave che lo elesse Papa (1978-2005). Il Santo Padre è stato amato da tutti i fedeli ed è considerato un rivoluzionario per il suo impegno a favore della pace e dell’amore.
Karol Wojtyła nacque a Wadowice il 18 maggio 1920. Fu ordinato sacerdote a Cracovia il 1° novembre 1946. Successivamente, a Roma, conseguì il dottorato in teologia con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. In quel periodo esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.
Nel 1948 tornò in Polonia e fu coadiutore in parrocchia e cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici che concluse nel 1953 all’Università cattolica di Lublino. Quindi svolse l’incarico di professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.
Il 4 luglio 1958 Papa Pio XII lo nominò vescovo titolare di Ombi e ausiliare di Cracovia. Il 13 gennaio 1964 fu incaricato arcivescovo di Cracovia da Paolo VI. Karol Wojtyla partecipò al Concilio Vaticano II (1962-1965) dando un contributo importante nell’elaborazione della costituzione ‘Gaudium et spes’. Il cardinale Wojtyła prese parte anche alle cinque assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.
Venne eletto Papa il 16 ottobre 1978. Il 22 ottobre è la data che segnò l’inizio del suo pontificato: fu il primo Pontefice non italiano dai tempi di Adriano VI. Nel suo discorso di apertura ribadì di voler portare avanti l’eredità del Concilio Vaticano II. Il 13 maggio 1981, nell’anniversario della prima apparizione della Madonna di Fatima, fu ferito gravemente in piazza San Pietro a Roma con un colpo di pistola dal turco Alì Agca.
Molto importanti furono le sue encicliche, tra le quali sono da ricordare la “Redemptor hominis”, la “Dives in misericordia”, la “Laborem exercens”, la “Veritatis splendor” e l’”Evangelium vitae”. Dialogo interreligioso ed ecumenico, difesa della pace e della dignità dell’uomo furono gli impegni quotidiani del suo ministero apostolico e pastorale. Dai numerosi viaggi da lui intrapresi nei cinque continenti emerse la sua passione per il Vangelo e per la libertà dei popoli.
Karol Wojtyla morì nel suo alloggio a Città del Vaticano il 2 aprile 2005. I funerali solenni furono seguiti in piazza San Pietro e la sepoltura avvenne l’8 aprile nelle Grotte Vaticane. Ovunque nel mondo Papa Giovanni Paolo II pronunciò messaggi e celebrò liturgie imponenti: dall’incontro di Assisi con i leader religiosi di tutto il mondo alla preghiere al Muro del pianto di Gerusalemme. Così Karol Wojtyla traghettò l’umanità nel terzo millennio.
La sua beatificazione ebbe luogo a Roma il 1° maggio 2011; seguì la canonizzazione nel 2013.
Sergio Tavola, già redattore del Corriere della Sera


