In questi giorni il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti si è riunito a Roma. Prendo atto dell’assoluta indifferenza dell’Assise (ma soprattutto dell’Esecutivo) rispetto ai temi deontologici. Mi riferisco all’inqualificabile sciacallaggio condotto da molte testate ai danni della preside romana. Dal Consiglio non è uscita alcuna presa di posizione (non un comunicato, non una mozione, non un ordine del giorno ma nemmeno una proposta di dibattito) sullo scempio degli ultimi giorni. Mi chiedo: a cosa servono i corsi di formazione, i crediti deontologici, i discorsi sulla violenza di genere e sulla discriminazione sessuale se chi deve occuparsi di tali questioni (o di altro, dell’onnipotente Ranucci di Report, per esempio) si volta sistematicamente dall’altra parte, che è poi sempre la solita? Solo una settimana fa i vertici del Cnog, in modo apparentemente coinvolto, discettavano di questi temi con il Garante della Privacy. https://www.matricedigitale.it/notizie/ordine-dei-giornalisti-e-garante-privacy-iniza-percorso-a-tutela-di-dati-e-media/Si sono persi per strada? Ci fanno o ci sono? Quando alle belle parole e alle ovvietà di facciata seguiranno i fatti? Dubito che questo sia l’Ordine che volevano i giornalisti che lo hanno votato, ma di un’altra cosa sono straconvinto: non è l’Ordine che tutela i lettori e che si batte per difendere la deontologia.
Paolo Pirovano


