Il 16 ottobre 1906 – 116 anni fa – nasceva Dino Buzzati, uno dei più grandi giornalisti e scrittori italiani del Novecento. Nato a San Pellegrino di Belluno, Dino Buzzati fin da studente collaborò con il Corriere della Sera come cronista, redattore e inviato speciale.
Viene considerato uno dei più grandi scrittori fantastici del XX secolo, tanto da essere stato a più riprese definito il ‘Kafka italiano’. Il suo libro più noto è ‘Il deserto dei Tartari’, romanzo del 1940.

Il primo giorno della sua vita in via Solferino aveva annotato nel diario: “Oggi sono entrato al Corriere, quando ne uscirò? – Presto, te lo dico io, cacciato come un cane”. E invece vi rimase per tutta la sua vita, diventando uno dei più apprezzati cronisti di sempre del quotidiano di via Solferino. Al Corriere Dino Buzzati fu anche inviato di guerra e del Giro d’Italia, all’epoca (1949) la manifestazione sportiva molto seguita nella penisola. Gli articoli scritti in quell’occasione saranno pubblicati in un libro postumo del 1981 “Dino Buzzati al Giro d’Italia”. Dal 1950 al 1963 fu vice direttore della Domenica del Corriere.
In realtà fu un direttore ombra: fu lui infatti a guidare i collaboratori del periodico e a occuparsi dell’impaginazione della grafica, dei titoli, degli argomenti da trattare (sport, cinema, musica leggera, TV, politica). Nelle sue mani il settimanale incrementò eccezionalmente le vendite, sfiorando non poche volte il milione di copie. Nei primi anni Sessanta fu inviato del giornale per brevi periodi in Giappone, a Gerusalemme, a New York e Washington in India e Praga. Alcuni degli articoli scritti durante questi viaggi saranno inclusi in ‘Cronache terrestri’, una raccolta di un centinaio di brani giornalistici di vario genere (cronaca, sport, cultura, società) pubblicata poco dopo la morte dell’autore. Quelli redatti in occasione del viaggio di Paolo IV Gerusalemme verranno raccolti invece in ‘Con il papa in Terrasanta’.

Per il Corriere fu anche critico d’arte, anche se, per sua stessa ammissione, le sue non furono vere e proprie critiche, bensì resoconti sulle principali novità artistiche, narrate con una lingua semplice e priva di tecnicismi.
Nel 1965 Dino Buzzati scrisse una serie di articoli dal titolo ‘In cerca dell’Italia misteriosa’ nei quali si occupò di eventi all’apparenza paranormali, visioni, apparizioni e fatti di spiritismo dell’Italia del dopoguerra. I dieci articoli e altri scritti dello stesso genere sono stati raccolti nel volume ‘I misteri d’Italia’, uscito postumo nel 1978.

L’attività giornalistica di Dino Buzzati verrà apprezzata soprattutto dopo la sua morte, con la pubblicazione di numerose antologie dedicate alle varie tipologie del suo giornalismo. La principale caratteristica dei suoi servizi ed elzeviri è sicuramente quella di trasformare dei semplici fatti di cronaca in racconti fantastici e poetici, dando vita a un sapiente connubio tra giornalismo e letteratura.
Dal punto di vista letterario, tra le sue opere più famose si ricordano: ‘Barnabò delle montagne’, ‘Il segreto del Bosco Vecchio’, ‘La famosa invasione degli orsi in Sicilia’, ‘Il grande ritratto’, ‘Un amore’. Dino Buzzati scrisse anche racconti e novelle, come ‘I sette messaggeri’, ‘Paurs alla Scala’, ‘In quel preciso momento’, ‘Il crollo della Beliverna’, ‘Sessanta racconti’, ‘Il colombre e altri cinquanta racconti’, ‘La boutique del mistero’ e ‘Le notti difficili’. Ma pure scritti poetici e teatrali. Dino Buzzati nella sua vita fu anche pittore. Morì a Milano nel 1972, ma i suoi scritti giornalistici e le sue opere letterarie resteranno eterni.


