La scorsa notte ci ha lasciati il giornalista professionista Adolfo Fiorani. Aveva 85 anni. Cronista di razza, Adolfo Fiorani negli anni Settanta aveva lavorato per tanti anni al quotidiano L’Avanti, ai tempi del terrorismo. L’ultima parte della sua carriera l’aveva trascorsa invece nelle stanze di via Solferino al Corriere della Sera. Appresa la notizia della sua scomparsa, tanti colleghi lo hanno ricordato sui social.
Su Facebook, tra gli altri, il giornalista Fabrizio Ravelli ha scritto: “Se n’è andato l’amico Adolfo Fiorani per tutti il Cittadino. Di quella compagnia di giro degli anni Settanta, che pure annoverava un buon numero di matti molto in gamba, era il più simpatico. Deve il suo soprannome ad un episodio avvenuto nell’aprile nel 1974 a Genova durante il sequestro Sossi. Mentre a tarda sera, con i giornali in chiusura, correva sulla sua Mini Minor verso la Questura per una conferenza stampa, venne fermato dai vigili. Spiegò in tutti i modi che doveva correre in Questura. Niente da fare. Allora, persa ormai la notizia per la prima edizione, si fece portare al Comando. Mentre compilavano il verbale, fece notare che aveva diritto di aggiungere delle osservazioni. “Scriva, io cittadino Adolfo Fiorani…”. E li tenne lì un’ora a scrivere sotto dettatura. Ciao Cittadino, ci mancherai”.
Così invece Giancarlo Perego, già capo cronista del quotidiano di via Solferino: “Ho lavorato con Adolfo Fiorani alla cronaca del Corriere. Mi ha aiutato a crescere. Lealissimo. Ci siamo divertiti. Tanto lavoro, risate e commenti taglienti. L’ultimo giorno di lavoro è venuto da me, vicino alla scrivania, e con faccia seria mi ha detto: io vado via, ti mi devi promettere che assumi….. (un collega 50enne disoccupato). Dammi la mano. Gli ho dato una carezza, poi quel collega è stato assunto. Adolfo era così credibile che diventava impossibile non ascoltarlo. Partigiano Fiorani non smettere mai di raccontare le tue storie. Sei dentro la nostra coscienza”.
Questo, infine, il ricordo di Giuseppe Gallizzi, già caporedattore centrale del Corriere: “Adolfo era una bravissima persona, oltre che un giornalista di razza. Lavorava in Cronaca. Sempre disponibile e cordiale, spesso veniva a salutare me e i colleghi della redazione Lombardia: aveva sempre un aneddoto pronto da raccontare. Ciao Adolfo, caro mio grande e saggio maestro di giornalismo. Ti ricorderò sempre con affetto e stima. Riposa in pace”.


