Il senatore Roberto Rampi fuori dal Parlamento: è stato primo firmatario dell’emendamento che ha ridotto il numero dei giornalisti in Cnog

Clamoroso in Brianza: Roberto Rampi, senatore uscente, originario di Merate, ma residente a Vimercate, non è stato eletto alla Camera. La notizia di per sè potrebbe non meritare l’attenzione dei lettori del nostro quotidiano. E’ però importante ricordare ai giornalisti, in particolare ai pubblicisti e a quelli della Lombardia, che l’esponente del Partito Democratico, allora deputato nel governo Renzi, era stato il primo firmatario dell’ingiusto, secondo noi, ‘emendamento repulisti’ dei pubblicisti.
Con la sua proposta di legge, firmata anche da Luca Lotti e Matteo Renzi, ha portato ad una riforma completa del numero dei pubblicisti presenti nel Consiglio nazionale dell’Ordine. A seguito di questa modifica, i pubblicisti da 76 sono stati ridotti a 20 (uno per ogni regione), cosicché realtà importanti come la Lombardia e il Lazio eleggono in Consiglio nazionale Odg un solo rappresentante, così come il Molise e la Valle d’Aosta. Con questo taglio i lombardi hanno perso 13 consiglieri e 12 i laziali. Purtroppo questa grave anomalia vige tuttora all’Odg dove circa 80mila pubblicisti possono eleggere 20 consiglieri, mentre i circa 23mila professionisti ne eleggono 40. Tale modifica aveva suscitato numerose critiche e “noi del Movimento Liberi Giornalisti – si legge in una nota – ci eravamo invano battuti per una legge più giusta. Non siamo stati ascoltati dal politico Roberto Rampi che era ed è un giornalista pubblicista iscritto all’Odg Lombardia”. La Voce dei Giornalisti si rammarica per il mancato ritorno in Parlamento di Roberto Rampi. Nel frattempo auspica che il nuovo governo ridiscuta l’assurdo emendamento e provveda a dare ai pubblicisti delle regioni italiane la giusta rappresentanza. Questa volta, certamente, il pubblicista Roberto Rampi (oggi fuori dal Parlamento) non avrà la possibilità di votare contro i giornalisti della Lombardia e del Lazio.