Giovedì 16 aprile i giornalisti italiani tornano a scioperare. La mobilitazione, proclamata dalla Fnsi nel confronto con la Fieg per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, è la terza giornata di astensione in pochi mesi e arriva dopo una vertenza che il sindacato descrive come sempre più pesante per salari, diritti e organizzazione del lavoro. Il contratto Fieg-Fnsi, ricorda la federazione, è scaduto dal 2016.
Quando si fermano le redazioni
Lo sciopero riguarda la giornata di giovedì 16 aprile. La Fnsi ha chiesto, attraverso i Comitati di redazione, che il comunicato sindacale venga pubblicato sulle edizioni del giorno o letto nelle emittenti radiotelevisive nazionali. La protesta coinvolge testate cartacee e online, agenzie di stampa ed emittenti radio e tv nazionali. In diverse città sono stati organizzati anche presìdi e sit-in, tra cui Verona, Milano, Genova, Torino e Ancona, con iniziative promosse dalle associazioni regionali di stampa.
Cosa prevede lo sciopero dei giornalisti del 16 aprile
La giornata di astensione dal lavoro punta a rallentare o fermare una parte della produzione giornalistica e a rendere visibile il conflitto aperto sul rinnovo contrattuale. Accanto allo stop nelle redazioni, il sindacato ha scelto di accompagnare la protesta con una campagna pubblica rivolta ai lettori e ai cittadini, spiegando che la questione non riguarda solo gli stipendi dei dipendenti ma anche l’equo compenso per collaboratori e partite Iva, le tutele contro il precariato e le nuove regole sull’uso dell’intelligenza artificiale nei processi editoriali.
Chi coinvolge
La mobilitazione riguarda prima di tutto le giornaliste e i giornalisti dipendenti delle aziende editoriali che applicano il contratto Fieg-Fnsi, ma il perimetro della protesta è più largo. La Fnsi collega lo sciopero anche alla condizione di freelance, collaboratori e lavoratori autonomi, che aspettano da anni una definizione dell’equo compenso. Alla giornata del 16 aprile hanno aderito anche Usigrai, che annuncia lo stop dell’informazione Rai, l’Unione nazionale giornalisti pensionati e diverse redazioni, tra cui quella di Tg2000 e RadioInBlu2000.
Perché i giornalisti scioperano
Il nodo centrale è il rinnovo di un contratto fermo da oltre dieci anni. Nel comunicato diffuso per il 16 aprile, la Fnsi sostiene che in questo periodo gli stipendi siano stati erosi dall’inflazione, che manchino regole sull’intelligenza artificiale e che il settore abbia visto crescere dumping contrattuale, precarietà e compressione dei compensi. Il sindacato sottolinea come la difesa del lavoro giornalistico sia legato alla qualità dell’informazione, sostenendo che salari più bassi, diritti più deboli e lavoro povero finiscano per riflettersi direttamente sul prodotto editoriale e sulla libertà di informare.


