“I giornalisti autonomi aumentano, spesso non per loro scelta, e non hanno ancora un equo compenso”. A dirlo è Roberto Ginex, presidente dell’Inpgi, nel corso delle celebrazioni per i cent’anni dell’Istituto nell’Aula dei gruppi parlamentari, a Roma nella mattina del 25 marzo. “La garanzia per il futuro non risiede soltanto nella prudente gestione patrimoniale dell’ente, ma dipende dalla qualità e dal valore del lavoro giornalistico – ha commentato -. Mentre le redazioni si vanno sempre più assottigliando a crescere è la libera professione in un mutamento che “spesso non nasce da scelte individuali, ma da un mercato del lavoro profondamente cambiato in cui non c’è un adeguato riconoscimento retributivo: storture che si riflettono inevitabilmente nel futuro previdenziale degli iscritti. E per affrontare questo uno degli strumenti che va nella giusta direzione è quello della definizione dell’equo compenso”. All’appuntamento ha partecipato anche il presidente nazionale dell’Ordine Carlo Bartoli.
L’avvenire del settore dell’informazione non sembra essere dei più sereni. A confermarlo è la segretaria generale della Federazione nazionale stampa italiana, Alessandra Costante. Per lei gli editori “stanno consumando l’omicidio perfetto sull’informazione. Prima hanno prosciugato la legge 416, mentre ora stanno concentrando l’attenzione sulla 45 del 1990, che permette ai lavoratori autonomi di andare in pensione a 63 anni. In grandissime aziende gli editori stanno dando buonuscite ricchissime ai colleghi che a 62 anni sono stanchi, e che poi si iscrivono all’Inpgi e vanno in pensione a 63 anni da autonomi. Ma così c’è un problema di sostenibilità a medio termine dell’istituto di previdenza”.
Detto ciò, l’Inpgi, dopo il passaggio nel 2022 della gestione dipendenti all’Inps, è comunque andata avanti con un “andamento positivo sotto il profilo patrimoniale ed economico” evidenziato “nei più recenti dati di bilancio” e che ha ottenuto “l’apprezzamento” di Lucia Albano, sottosegretaria al Mef, presente al convegno. Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, ha parlato di “solidità” dell’istituto, nonostante “l’evoluzione vorticosa del panorama informativo” che richiede “un’attenzione costante”. Intanto, il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha ricordato di essere all’opera per un protocollo di intesa tra Inps e Inpgi, “con l’obiettivo di dare stabilità e chiarezza ad una collaborazione destinata a diventare strutturale”. E Massimiliano Capitanio, commissario Agcom, ha detto che sull’esposto della Fieg contro l’IA di Google l’Autorità “stavalutando se trasmettere una segnalazione alla Commissione Europea per vedere se questo atteggiamento delle piattaforme stia creando un rischio sistemico di distruzione del pluralismo dell’informazione”, “una partita che vedrà impegnato il consiglio direttamente nei prossimi giorni”.
Nel corso dell’evento è stato proiettato un breve documentario intitolato “A schiena dritta. Storie di giornalisti freelance”, è stato fatto l’annullo filatelico del francobollo celebrativo del centenario e c’è stata una performance di poesia di Eleonora Fisco. Infine, sono stati dati riconoscimenti simbolici a Natalia Aspesi, iscritta più longeva all’Inpgi, Francesca Marozza, con maggiore anzianità contributiva, Pietro Bottero, più giovane iscritto, ed è stata consegnata una targa in memoria di Giuseppe Gulletta, ex vicepresidente Inpgi.
Nella foto del sito dell’Ordine un momento del convegno


