Il “rigore” alle elezioni politiche e le “sorprese” a quelle dei giornalisti

Le elezioni politiche del 25 settembre e le relative modalità di svolgimento devono far riflettere su quelle che sono le consultazioni che riguardano specificamente la nostra categoria con i rispettivi Enti e Associazioni di rappresentanza.
A cosa ci riferiamo? Al rigore con il quale è stato trattato il tema da parte del Ministero dell’Interno. Quest’anno per votare era necessario utilizzare una scheda dotata di un talloncino che riportava un codice da riscrivere nell’elenco del registro degli aventi diritto e poi, staccato, e archiviato per essere “messo agli atti”.
Giusto così. Meglio certificare e avere il massimo rigore. L’anno scorso il voto elettronico per le cariche dell’Ordine dei Giornalisti in Lombardia ha riservato un clamoroso andamento: dopo lo scrutinio del 25% delle schede votate in presenza un raggruppamento era nettamente in testa. “Spogliato” il rimanente 75% “per corrispondenza” la situazione è stata completamente ribaltata.