Che cosa resta fuori quando leggiamo una notizia? In Preistorie, Lea Melandri prende i fatti di cronaca come punto di partenza per un’indagine sulle radici culturali che li rendono possibili. La notizia, apparentemente circoscritta al presente, riattiva una materia più antica e persistente: nascita, morte, sessualità, maternità, malattia, rapporti di potere tra i sessi. Ciò che è stato a lungo confinato nel “privato” continua a operare dentro la storia e dentro la politica.
Il libro raccoglie articoli usciti su quotidiani e riviste all’inizio del nuovo millennio, riletti a distanza di circa vent’anni. La rilettura mostra come molti eventi trattati come episodi isolati appartengano in realtà a una trama più ampia. La violenza maschile contro le donne, per esempio, non è un’eccezione patologica, ma un fenomeno radicato in una cultura che fatica ancora a riconoscerne la dimensione strutturale. Eppure, anche dopo decenni di femminismo, i media tendono a riportarla alla categoria della “cronaca nera”, come se fosse un’anomalia individuale.
Accanto a questo tema centrale, Melandri attraversa altri nodi della contemporaneità: la guerra e il carattere sessuale del sadismo militare; le catastrofi naturali e il ritorno di un immaginario morale fatto di colpa e punizione; i delitti familiari, letti come incrinature della cosiddetta normalità; la fecondazione assistita e le paure remote legate alla figura paterna; la pubblicità che invade il corpo femminile; le migrazioni e la riduzione delle vite a numeri anonimi.
La cronaca diventa così un laboratorio di lettura. Dietro la superficie dell’evento emergono figure ricorrenti – padri, madri, figli, spose, esclusi – che appartengono a una drammaturgia antica ma tutt’altro che superata. È in questa continuità tra passato e presente che si colloca la riflessione dell’autrice: la storia non cancella ciò che la precede, lo rielabora, lo sposta, lo rende invisibile oppure lo riporta in scena.
Con Preistorie, Lea Melandri prosegue una ricerca avviata negli anni Settanta, intrecciando esperienza personale e analisi politica, memoria e attualità. Il libro invita a interrogare ciò che viene dato per naturale, a riconoscere le radici culturali dei fatti che ogni giorno scorrono davanti ai nostri occhi, e a mettere in discussione la separazione tra intimo e pubblico.
Autrice: Lea Melandri
Biografia
Lea Melandri, nata a Fusignano (RA) nel 1941, vive a Milano dal 1967. Ha insegnato in vari ordini di scuole e nei corsi per adulti. È promotrice dell’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano, di cui è presidente. Nel 1971 è stata redattrice della rivista «L’erba voglio» insieme a Elvio Fachinelli. Attiva nel movimento delle donne dagli anni Settanta, ha dedicato la sua ricerca alla problematica dei sessi. Nel 2012 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro come teorica femminista.


