Giornalismo calabrese in lutto per la morte di Michele Albanese

È morto domenica 15 febbraio 2026, all’Ospedale di Cosenza, il giornalista Michele Albanese, dal 2014 sotto scorta per le sue inchieste sulla ‘ndrangheta. Era ricoverato nel reparto di Rianimazione per le complicazioni sorte in seguito a un infarto. Aveva 66 anni.

Nato a Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria, giornalista del ‘Quotidiano del Sud’, in particolare della redazione di Gioia Tauro, Albanese ha dedicato vita e carriera professionale alla lotta alla ‘ndrangheta e, per questo motivo, era finito nel mirino dei clan della Piana. Suo lo scoop sulle infiltrazioni della malavita calabrese nei riti religiosi e sull”inchino’ della statua della Madonna di Polsi davanti alla casa di un boss.

Era stato anche consigliere nazionale e responsabile per la legalità della Fnsi. Nel novembre 2016 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana «per aver affermato il valore della legalità e della libera informazione in un contesto con forte presenza criminale».

Lascia la moglie Melania e le figlie Maria Pia e Michela. 

A nome della Giunta regionale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Michele Albanese e mi stringo alla sua famiglia e alla comunità del ‘Quotidiano del Sud‘” scrive in una nota, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. Occhiuto lo ricorda come “un giornalista arguto, mai banale, capace di trattare temi estremamente delicati con rigore ma allo stesso tempo con grande amore per la sua Calabria”. “Con lui – continua – avevo un rapporto franco e schietto, con periodici confronti sul futuro della Regione, sulle opportunità di crescita, e sullo sviluppo del Porto di Gioia Tauro. La Calabria perde un validissimo professionista. Mancherà tanto a tutti noi”.