Valentino Garavani, addio al re dell’eleganza

Valentino Garavani è morto oggi. Con lui se ne va una delle ultime figure capaci di dare alla parola “couture” un significato culturale

valentino garavani

Valentino Garavani è morto oggi, 19 gennaio, nella sua casa romana. Aveva 93 anni. Con lui se ne va una delle ultime figure capaci di dare alla parola “couture” un significato non solo sartoriale, ma culturale: un’idea di bellezza riconoscibile a colpo d’occhio, eppure sempre misurata, mai casuale.

Roma era la sua patria d’elezione: qui aveva costruito la propria maison e un immaginario fatto di atelier, salotti, red carpet e disciplina artigiana. Secondo quanto comunicato nelle prime informazioni diffuse oggi, la camera ardente sarà allestita tra mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio mentre i funerali sono previsti per il 23.

Il rosso Valentino che divenne un codice

Valentino non è stato soltanto un nome: è diventato un aggettivo. “Valentino red” – il rosso Valentino – è il segno più popolare di questa trasformazione, un colore elevato a cifra identitaria capace di attraversare decenni e generazioni, dal jet set internazionale al lessico quotidiano della moda. È uno dei tratti che più di tutti ha reso immediatamente riconoscibile il suo stile: glamour romano, nitore delle linee, culto della figura, sofisticazione senza rumore.

Maison Valentino, una scuola di stile

Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Garavani si forma anche a Parigi prima di riportare in Italia una visione internazionale dell’alta moda. Nel 1960 fonda a Roma la casa di moda che porta il suo nome, destinata a diventare una delle insegne simbolo del “Made in Italy” più cerimoniale e cinematografico. Nel tempo, le sue creazioni hanno vestito star e aristocrazie, imponendo un’idea di abito come architettura gentile: spalle, vita e proporzioni governate con precisione, materiali trattati come un patrimonio, dettagli pensati per resistere allo sguardo ravvicinato quanto alla distanza dei flash.