Beppe Alfano, 33 anni dall’omicidio del giornalista

Dagli studi a Messina alle tv locali: le inchieste su cosche, affari e massoneria deviata nel Messinese

Beppe Alfano, 33 anni dall’omicidio del giornalista

Oggi, 8 gennaio 2026, ricorre il 33° anniversario dell’uccisione di Giuseppe “Beppe” Alfano (Barcellona Pozzo di Gotto, 4 novembre 1945 – 8 gennaio 1993), insegnante e collaboratore del quotidiano «La Sicilia», attivo come cronista locale nel Messinese.

La storia di Beppe Alfano

Alfano frequenta l’Università a Messina, poi interrompe gli studi dopo la morte del padre. Si sposta in Trentino, dove lavora come insegnante, e rientra in Sicilia nella seconda metà degli anni Settanta, continuando l’attività di docente di educazione tecnica alle scuole medie. Parallelamente all’insegnamento, coltiva il giornalismo come attività continuativa: collabora con emittenti e redazioni locali dell’area di Barcellona Pozzo di Gotto e svolge il lavoro di corrispondente per «La Sicilia». Non risulta iscritto all’Ordine dei giornalisti, l’iscrizione arriva “alla memoria” nel 1998, a partire dal giorno della morte. La sera dell’8 gennaio 1993 Alfano viene colpito a Barcellona Pozzo di Gotto mentre è in auto, a pochi passi da casa, con tre colpi di pistola calibro 22. Dopo anni di indagini e processi, le ricostruzioni giudiziarie arrivano a condanne definitive per l’esecutore materiale e per il boss indicato come mandante: Antonino (Nino) Merlino e Giuseppe Gullotti.