‘Quella sera in Galleria. Come nacque il Corriere della Sera’ è il nuovo libro, edito da Solferino, del giornalista Massimo Nava, editorialista del quotidiano milanese. Il volume racconta la genesi del più importante giornale italiano, con 147 anni di storia, fondato nel giorno di Quaresima del 1876, sotto le volte della Galleria di Milano, dal napoletano Eugenio Torelli Viollier. Di quest’ultimo Massimo Nava approfondisce la figura descrivendolo così: “Era un giovane napoletano, timido e orfano di entrambi i genitori, che si sarebbe accontentato di un impiego pubblico ma divenne adulto con il gusto della sfida, la passione civile, l’amore per la patria, che servì da volontario con Garibaldi. Eugenio Torelli Viollier diventò giornalista sotto le ali affettuose di Alexandre Dumas, di cui fu segretario e traduttore, scoprendo Parigi e i salotti letterari e studiando segreti e regole delle grandi imprese editoriali. Amava le lettere, il melodramma, il teatro”.
“Scrisse poesie, romanzi, libretti d’opera che non ebbero il successo sperato – si legge ancora nella descrizione di Nava -. Era anche un visionario che immaginò di fare con quattro precari colleghi e pochi soldi quello che sarebbe diventato il più grande quotidiano italiano. La sua biografia è straordinaria nello svolgimento, dalla Napoli borbonica alla Milano della nuova classe dirigente unitaria, e nella sua attualità: perché è la storia di un successo costruito in giro per l’Europa e nella metropoli lombarda, dove i talenti del sud vengono a cercare fortuna e valorizzazione. Alla guida del «Corriere», il direttore seppe esaltare i talenti che incontrava, chiamandoli a scrivere per il giornale“.
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