Cerimonia per la posa prima pietra del Bosco della Musica, il campus del Conservatorio Verdi di Milano

Alla presenza delle autorità, delle rappresentanze istituzionali e della comunità del Conservatorio è stata posata oggi la prima pietra del campus, tra i più avanzati d’Europa per la formazione musicale superiore: i lavori si concluderanno nel 2028. Il Conservatorio di Milano avrà così una seconda sede dedicata a jazz, pop-rock ed elettronica, mentre via Conservatorio resterà il cuore della musica classica.

Si è quindi svolta la cerimonia della posa della prima pietra, con lettura e firma di una pergamena celebrativa da parte delle autorità presenti, inserimento della pergamena nella capsula del tempo, benedizione dell’arcivescovo di Milano,monsignor Mario Delpini, e conclusiva calata della capsula e della pietra nello scavo predisposto.

La cerimonia è proseguita con gli interventi istituzionali di Giuseppe Sala sindaco di Milano, di Attilio Fontana presidente della Regione Lombardia e del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

“Il Bosco della Musica rappresenta la capacità progettuale della Lombardia. La nostra attitudine a saper costruire alleanze istituzionali, attrarre risorse e trasformare una visione strategica in opere concrete, capaci di generare valore per il territorio”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, alla cerimonia della posa della prima pietra del Bosco della Musica, il campus del Conservatorio Verdi di Milano che sorgerà nel quartiere di Rogoredo, a sud est della città.

“Come Regione – ha ricordato il governatore – abbiamo creduto in questo progetto fin dal primo accordo, assumendo un impegno diretto con 27 milioni di euro. Oggi la dotazione è passata dai 47 milioni iniziali a oltre 61 milioni di euro, a dimostrazione che l’investimento in Lombardia è solido e fondato sulla credibilità dei nostri progetti”.

“Abbiamo voluto – ha sottolineato Fontana – portare un’eccellenza internazionale come il Conservatorio Verdi a Rogoredo, con l’intento di investire sul quartiere, anche per aiutarlo a superare alcune fragilità che lo hanno colpito negli ultimi anni. Questa – ha evidenziato il presidente – non è solo una nuova infrastruttura, ma un tassello di un più ampio disegno di rigenerazione urbana, capace di migliorare la qualità dell’abitare e l’accesso ai servizi pubblici e, al tempo stesso, riaffermare la Lombardia come terra della conoscenza, della cultura e delle opportunità”.

L’idea del Bosco della Musica prende corpo nel 2022 con la sottoscrizione da parte di: Ministeri Infrastrutture e Università e Ricerca, Regione Lombardia, Comune di Milano e Conservatorio del Protocollo di Intesa per il nuovo campus a Rogoredo, una struttura polifunzionale dedicata alla musica dotata di aule, laboratori, auditorium, alloggi, aree di ristoro e riqualificazione urbana dell’area ceduta dall’amministrazione comunale di Milano.

“Il Bosco della Musica esprime, inoltre – ha proseguito il Fontana – fiducia nella forza del tessuto musicale lombardo, uno dei principali motori dell’industria culturale regionale e uno dei primi a livello nazionale per spesa complessiva generata . Un ecosistema diffuso che comprende migliaia di operatori e occupa decine di migliaia di professionisti. Il nuovo campus – ha concluso il presidente Fontana – unisce così queste due dimensioni di fiducia: quella nella capacità della Lombardia di realizzare grandi progetti e quella in un tessuto culturale, formativo ed economico vivo, competitivo e capace di creare lavoro e crescita”.


“Con l’avvio dei lavori del nuovo Campus, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano compie i primi passi nel proprio futuro – commenta il sindaco di Milano Giuseppe Sala –. Il Bosco della Musica è un progetto promettente, che valorizza l’arte e la cultura come strumenti di rinnovamento urbano e sociale: richiamerà in un quartiere non centrale della città giovani talenti da tutto il mondo, proponendo un’offerta formativa di alto livello e professionalità, in spazi accoglienti e innovativi. La scelta del Conservatorio di investire in un’area non priva di criticità e complessità, seppure al centro di importanti trasformazioni come la zona tra Santa Giulia e Rogoredo, denota la capacità di visione e la volontà di una delle più prestigiose istituzioni per lo studio e la musica a livello internazionale di incidere in maniera profonda, attraverso la musica e la cultura, nella crescita della nostra città”.