«Un museo dentro i suoi occhi» racconta anche gli ultimi giorni della protagonista attraverso oggetti, abitudini e presenze familiari. Al centro, il bisogno di poter avere paura senza essere lasciati soli.
La televisione, i bicchieri, i cuscini e le piccole irritazioni non scompaiono quando la morte si avvicina. In Un museo dentro i suoi occhi, Tiziana Mazzaglia mantiene gli ultimi giorni di Serena dentro la quotidianità, senza trasformarli in una scena solenne.
La protagonista è una giovane donna che aveva immaginato una vita nella medicina e nella pediatria, una famiglia, dei figli e un amore capace di restare. Il romanzo segue il cambiamento di questi progetti e il modo in cui la malattia interviene nella sua esperienza personale e affettiva.
Gli oggetti accompagnano le diverse fasi del racconto. Lo stetoscopio di plastica dell’infanzia richiama le aspirazioni di Serena; la cartellina dei referti appartiene al percorso che deve affrontare da paziente. La pelle chiarissima e i capelli biondi contribuiscono alla descrizione della protagonista, mentre le abitudini domestiche continuano a occupare spazio anche nel tempo della malattia.
Accanto a lei rimane la madre. La sua presenza riporta la storia a una promessa cercata fin da bambina: poter avere paura senza essere lasciata sola. Nella conclusione del romanzo è proprio questo rapporto a tornare al centro, come forma di cura che Serena ha sempre riconosciuto nella propria vita.
Il libro affronta il bisogno di essere accompagnati anche attraverso il rapporto con il medico. L’ascolto, le domande accolte e le spiegazioni senza false rassicurazioni diventano parte dell’esperienza della protagonista. La cura comprende così la possibilità di continuare a essere vista come persona mentre la malattia rischia di ridurla a un caso clinico.
La dimensione familiare e quella sanitaria si incontrano nel bisogno di una presenza. Il medico mantiene il proprio ruolo professionale; la madre resta accanto alla figlia negli ultimi giorni. Entrambi i rapporti trovano spazio nel percorso con cui Serena affronta la paura e la perdita del futuro immaginato.
Un museo dentro i suoi occhi è pubblicato indipendentemente da Tiziana Mazzaglia con il marchio Le Canoe del Web, tramite ilmiolibro Feltrinelli.
Nata a Messina nel 1976 e residente a Pavia dal 1985, Mazzaglia è scrittrice, poetessa, giornalista pubblicista e docente. Nel corso della sua attività ha insegnato Italiano, Latino, Storia e Storia dell’Arte e ha collaborato con diverse testate occupandosi di cultura, arte, attualità, spettacolo, religione e interviste. Nel 2014 ha fondato il magazine culturale indipendente online Le Canoe del Web, registrato presso il Tribunale di Pavia.


