Il Festival della Scienza di Genova si avvicina con successo al quarto di secolo, lo farà nel prossimo anno con ottime prospettive di crescita dei numeri e con una fama internazionale sempre più consolidata.
Per questa edizione la parola chiave “ Prospettive“ viene declinata in oltre 250 eventi, in laboratori, in mostre, spettacoli ed eventi speciali.
Ci sarà solo l’imbarazzo della scelta perché ogni appuntamento presenta aspetti di conoscenza che possono attrarre un pubblico senza distinzione di età.
Per orientare chi vorrà partecipare abbiamo intervistato il presidente del Consiglio Scientifico, Carlo Ferdeghini.

– Presidente, in un panorama così ricco se la sente di suggerire un evento imperdibile?
“La chicca assoluta, a mio parere, è lo spettacolo che Fabiola Gianotti, grandissima scienziata che ha diretto il CERN insieme al maestro Ruben Jais e all’ensemble musicale La Barocca, metterà in scena al Teatro Carlo Felice. Sarà davvero uno spettacolo coinvolgente: Gianotti racconterà come il cosmo, il mondo intorno a noi, si possa scomporre in poche particelle elementari, Ruben Jais invece dimostrerà come il quarto movimento della sinfonia Juppiter di Mozart si possa dividere in poche frasi musicali. Sullo sfondo le immagini del cosmo tratte dagli archivi del CERN“
– E ancora?
“Avremo il premio Nobel per la fisica Arthur McDonald che ci parlerà della scoperta della massa del neutrino. Una lectio magistralis che, ci auguriamo, avrà successo sia tra chi frequenta la fisica sia anche tra profani“.

Il presidente Ferdeghini è un fisico che per anni si è occupato di super conduttività, quando ha accettato di presiedere il Consiglio Scientifico del festival lo ha fatto per un motivo molto preciso.
“Qui riesco a interessarmi di discipline che da studioso non avevo frequentato e quindi ho scoperto, alla mia età, nuove prospettive del sapere e quindi mi diverto molto”.
– In effetti la parola prospettive prescinde dall’età e dalla generazione?
“È così per la cultura, è così per la scienza, non è una cosa per giovani, non è una cosa per vecchi, è per tutti e anzi l’esperienza può aiutare a cambiare punto di vista, il che favorisce il tenere la mente in allenamento“.
Se Ferdeghini punta sulla fisica, Domenico Coviello, presidente dell’Associazione Festival della Scienza, genetista del Gaslini, propone una lectio tenuta da un ospite blasonato.

“Con molto entusiasmo ho invitato sir John Burn, un genetista di fama mondiale, nominato baronetto dalla Regina Elisabetta per il suo contributo alle nuove frontiere della genomica. Lo sentiremo in una lectio magistralis e poi segnalo altri due eventi : uno su medicina e sport con il professor Lenzi, presidente del CNR, e una tavola rotonda “ I geni e le persone” in cui si affronterà come debba essere la comunicazione in questo delicato settore“.
Inaugurazione del festival giovedì 22 ottobre, chiusura domenica 1 novembre.
Alessandra Rissotto



