Meta volta pagina. Il programma di fact-checking indipendente attivo negli Stati Uniti sarà definitivamente chiuso. L’annuncio è arrivato attraverso un post su X da parte di Joel Kaplan, responsabile delle politiche pubbliche dell’azienda. Si tratta di una svolta significativa per il colosso guidato da Mark Zuckerberg, che affida ora il compito di monitorare la veridicità dei contenuti alle cosiddette “note della comunità”.
Il nuovo modello punta a coinvolgere direttamente gli utenti, chiamati a segnalare eventuali errori o contenuti fuorvianti, soprattutto nei post a maggiore diffusione. L’obiettivo è quello di sfruttare l’intelligenza collettiva per migliorare la qualità dell’informazione circolante sulle piattaforme del gruppo: Facebook, Instagram e Threads.
Non tutti, però, potranno partecipare. Per diventare contributor occorre rispettare alcuni requisiti: avere almeno 18 anni, un account attivo da più di sei mesi e in regola, ed essere iscritti alla lista d’attesa predisposta da Meta. Finora, sono già circa 200.000 gli utenti statunitensi che hanno aderito al programma.
Al momento, il progetto è limitato al solo territorio americano e non ci sono indicazioni ufficiali su un’eventuale estensione ad altri Paesi.
La decisione di smantellare il fact-checking tradizionale era stata preannunciata a gennaio, subito dopo il ritorno di Donald Trump sulla scena politica. Una tempistica che, secondo molti osservatori, potrebbe riflettere un tentativo di Meta di riallinearsi con la nuova amministrazione.
Foto dal profilo Instagram di Mark Zuckerberg


