Milano, al Castello Sforzesco apre la mostra “… per gitar diverse linee. Disegni a pietra rossa da Leonardo alle Accademie”

Da domani, mercoledì 8 maggio e fino all’8 agosto, nelle Salette della Grafica al Castello Sforzesco, è aperta al pubblico con ingresso gratuito la mostra “… per gitar diverse linee. Disegni a pietra rossa da Leonardo alle Accademie”, un nuovo appuntamento promosso da Comune di Milano-Cultura e Castello Sforzesco legato alla valorizzazione del patrimonio artistico della città che consentirà al pubblico di ammirare, tra gli altri, la celebre “Testa di Leda”, disegno attribuito a Leonardo da Vinci e custodito presso il Gabinetto dei Disegni. L’inaugurazione si svolgerà oggi, martedì 7 maggio, alle ore 18.

Frutto di un progetto di ricerca internazionale, cui hanno partecipato studiosi di università olandesi e ricercatori italiani, la mostra, curata da Michael W. Kwakkelstein e Luca Fiorentino, è una selezione di fogli eseguiti a sanguigna tra la fine del Quattrocento e il primo decennio dell’Ottocento, realizzati da differenti artisti, alcuni dei quali di grande importanza per la storia dell’arte italiana. 

Giampietrino, Studio di braccia. In alto da sinistra Testa di Leda di Leonardo da Vinci e Studio testa di Leona di Luigi Sabatella

La sanguigna è una pietra naturale estratta in diversi luoghi d’Europa e utilizzata in differenti settori (dai disegni architettonici alla sartoria) e che, verso la metà del Quattrocento, divenne strumento artistico di larga diffusione. Importanti artefici, infatti, scelsero questo mezzo quale medium privilegiato per lo studio su carta dei loro primi pensieri: dallo schizzo allo studio anatomico, dal progetto d’insieme allo studio dei dettagli. Il mezzo della sanguigna vanta variegate possibilità d’impiego tecnico: linea di contorno e trattamento del chiaroscuro a incrocio, sfumato (tramite sfregamento delle dita sulla polvere, con lo sfumino o pressando la punta della sanguigna sul foglio), il famoso “red on red” di invenzione leonardesca (ovvero disegnare in rosso su un supporto colorato rosso), intrecciando a piacimento i mezzi grafici (pietra nera e rossa, gessetto, biacca, acquarello). 
Si è dunque scelto di indagare tra le collezioni del Castello all’interno di un lasso cronologico ampio all’incirca quattro secoli: gli artisti lombardi hanno avuto più larga attenzione, potendo le raccolte civiche vantare nomi come Leonardo da Vinci, Francesco Melzi, Ambrogio Figino e anche i protobarocchi Cerano, Procaccini e Morazzone e infine i classicisti dell’Accademia come Giuseppe Bossi e Luigi Sabatelli. 

Il percorso di mostra, che si snoda nelle due Sale della Grafica del Castello, vede le seguenti sezioni: Leonardo e la sua scuola, l’importante restauro di un Nudo accademico attribuito ad Andrea Sacchi, le tecniche (con materiali esposti e video), le differenti tipologie di disegno con fogli di scuola lombarda, romana, napoletana e veneta. 
Nel catalogo che accompagna la mostra è stata anche avanzata qualche proposta attributiva, nella speranza di dar vita a un dialogo scientifico in grado di arricchire le collezioni pubbliche: Jacopo Ranzani (Institut National d’Histoire de l’Art, Paris) ha approfondito l’uso della pietra rossa nelle botteghe artistiche, Francesco Lofano (Università di Bari) ha studiato i pittori napoletani e il loro particolare utilizzo della sanguigna nel XVII secolo partendo da una nuova attribuzione di un foglio del Castello a uno dei più importanti artisti partenopei quale fu Bernardo Cavallino, Luca Fiorentino (Ricercatore, NIKI Florence) ha approfondito le tecniche grafiche utilizzate nella prima metà del Seicento a Milano, Alessia Alberti rende conto delle svariate collezioni dalle quali provengono i disegni esposti. 

Il contributo degli studenti olandesi è stato possibile grazie al sostegno della Fondazione Amici del NIKI.
Il progetto grafico della mostra è stato realizzato dagli studenti della Civica Scuola d’Arte & Messaggio.
Info su www.milanocastello.it