La Fieg chiede al Governo Meloni interventi concreti per il rilancio dell’editoria e della carta stampata

Rilancio dell’editoria giornalistica tradizionale, accelerazione dello sviluppo di quella digitale e definizione entro marzo dei fondi governativi da assegnare. Sono le richieste avanzate dalla Federazione italiana editori giornali, presieduta da Andrea Riffeser, al Governo Meloni. Questa presa di posizione della Fieg è interessante e guarda al futuro dei giornali, delle riviste e della carta stampata. Solo sostenendo l’editoria cartacea e la professione giornalistica si può sperare in una proficua ripresa del settore dopo anni di disinteresse degli editori abbagliati dal digitale e dal web. Come la direzione della Voce dei Giornalisti sostiene da sempre, il futuro del giornalismo e dei giornalisti dipende dalla crescita e dalla diffusione dei giornali e delle riviste. Detto in parole semplici: se un editore vende 30mila copie di quotidiani al giorno, incassa 30/31mila euro, più l’introito pubblicitario. Il digitale, che stenta ad affermarsi dopo un inizio positivo, non porta introiti di questo tipo.

Pubblichiamo il comunicato emesso oggi a Roma dalla Fieg:

“Gli editori della Fieg, riuniti nel Consiglio Generale tenutosi oggi, constatato il permanere della situazione di grave crisi e le difficoltà di avviare concrete ed efficaci iniziative per il rilancio del settore, chiedono che si avvii nel Governo, nel Parlamento e nelle Forze politiche una riflessione di legislatura (4 anni) sulle iniziative necessarie per rilanciare l’editoria giornalistica tradizionale e per accelerare lo sviluppo di quella digitale.   Sono necessari interventi strutturali in grado di garantire futuro ad un settore fondamentale per assicurare il diritto dei cittadini ad informare e ad essere informati. Gli editori invitano inoltre il Governo a definire entro marzo l’assegnazione delle risorse del Fondo straordinario per l’editoria per il 2023, già stanziate dal precedente Governo”.