Giornalisti Rai aggrediti a Crans-Montana mentre svolgono il loro lavoro documentando il tragico incendio di Capodanno

Una troupe della trasmissione Ore 14, in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante, è stata aggredita a Crans-Montana mentre stava documentando il tragico incendio di Capodanno. A renderlo noto è la stessa trasmissione, che in una nota ricostruisce l’episodio.

La giornalista Francesca Crimi, insieme al collega Marco Bonifacio, è stata colpita con acqua gelida da una persona indicata come vicina ai proprietari del locale Le Constellation. Erano circa le 17.30 e la temperatura esterna era di meno dieci gradi: l’uomo avrebbe aperto una pompa dell’acqua puntandola contro la reporter, bagnandola completamente.

«Un atto vergognoso e vigliacco contro una collega che stava semplicemente svolgendo il proprio lavoro», ha commentato Milo Infante.

Ma non si è trattato di un episodio isolato. Sempre nella giornata di ieri, l’inviato di Uno Mattina, Domenico Marocchi, ha raccontato in diretta un’altra aggressione subita da giornalisti Rai. «Nel giorno del dolore, mentre le salme dei ragazzi rientravano in Italia – ha spiegato – ci siamo recati davanti a uno dei tre locali dei coniugi Moretti, attualmente indagati, limitandoci a riprendere un cartello che annunciava la chiusura del ristorante, affisso su una strada pubblica».

Secondo il racconto, un’auto sarebbe arrivata a forte velocità, con musica ad alto volume. Tre persone sarebbero scese iniziando a insultare e intimidire i giornalisti, con offese rivolte anche agli italiani. Poco dopo, altre sette persone avrebbero circondato l’auto della troupe, colpendola e danneggiando gli specchietti. «Abbiamo le immagini – ha aggiunto Marocchi – ed è stata una brutta avventura che testimonia un clima molto pesante».

Nel pomeriggio si sarebbero già verificati momenti di tensione con colleghi di un quotidiano svizzero di lingua tedesca, allontanati senza però arrivare alla violenza. Rivedendo i filmati, tra le persone presenti apparirebbe anche Jacques Moretti, rimasto ai margini dell’aggressione. «C’è una rete di persone che probabilmente sta proteggendo i gestori nel modo sbagliato. Presenteremo denuncia», ha concluso l’inviato.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha condannato le aggressioni e reso noto di aver chiesto all’ambasciata italiana in Svizzera di sensibilizzare le autorità locali. «I giornalisti stavano lavorando per informare il pubblico italiano sugli sviluppi di una tragedia che ha causato la morte di sei nostri giovani – ha dichiarato –. Nel rispetto del dolore di tutti, la stampa deve poter operare liberamente, senza subire violenze o intimidazioni».